Da Il Sole 24 Ore
Dal Map chiarimenti sui crediti in
valuta
In occasione della diretta Map del 6 aprile 2006, la direzione
regionale delle Entrate per il Piemonte ha fornito ulteriori
chiarimenti sulle conseguenze derivanti dalla conversione delle
poste in valuta ai cambi a pronti alla chiusura dell’esercizio
sociale, alle cui oscillazioni non è attribuita rilevanza
fiscale per effetto della modifica operata all’articolo 110,
commi 3 e 4 del Tuir. E’ stato chiarito che, con riferimento ai
crediti in valuta, l’ammontare deducibile della svalutazione su
crediti prevista all’articolo 106 del Tuir va determinato
sull’importo del credito convertito al cambio storico, ovverosia
quello vigente alla data di accensione del credito. Sembrerebbe,
quindi, possibile concludere altresì che, in caso di perdita su
crediti in valuta, il cui valore civile differisce da quello
fiscale per effetto del riallineamento con rilevanza solo
civilistica di tali poste al cambio in vigore alla chiusura
dell’esercizio, l’ammontare deducibile della perdita debba
necessariamente essere determinato sulla base del valore
fiscalmente riconosciuto del credito.
G. Cristofori – F. Vernassa, Sui crediti in valuta vale il
dato storico, in Il Sole 24 Ore, 11/04/2006, pag.
28
Progetti, il Welfare vuole rilanciare
il visto
Il visto delle Commissioni di certificazione metterà al riparo i
contratti a progetto delle ispezioni. E, contemporaneamente, una
serie azione ispettiva spingerà lavoratori e imprese a
salvaguardarsi aumentando il ricorso a questo istituto, che
ancora in Italia non è decollato. Il meccanismo virtuoso sta nei
principi su cui poggia la circolare che il ministero del Lavoro
sta per diffondere sulle attività di vigilanza. Certo si tratta
di un utile spartiacque, anche se non risolutivo. I numeri del
neonato istituto sono ancora bassi. In totale, i Italia, i
contratti certificati in un anno e mezzo sono circa un migliaio.
Tra le università, l’unica a qualificare gli accordi lavorativi
è per il momento Modena con quattro certificazioni; mentre i
contratti vistati dalle Direzioni provinciali per l’impiego sono
circa un migliaio.
A. Casotti – M. R. Gheido, Il visto protegge il progetto, in
Il Sole 24 Ore, 11/04/2006, pag. 27
Da Italia Oggi
Nel 730 il bonus per i familiari a
carico
Per il 730/2006, occhio alle novità. Particolare
attenzione va riservata ai familiari a carico. Molto si è detto
sulla nuova modalità di calcolo del beneficio fiscale connesso
ai carichi di famiglia. Il legislatore ha introdotto una
deduzione in luogo della precedente detrazione, ma è da dire che
si è persa l’immediata percezione del vantaggio fruibile. Oggi,
infatti, il contribuente si trova di fronte a importi teorici di
deduzione, rispetto ai quali deve tener presente l’impatto del
proprio livello reddituale nonché le conseguenze in termini di
capienza del reddito dal quale dedurre e di aliquota marginale
che si risparmia. Non esiste, inoltre, una precisa regola da
seguire nella ripartizione tra i coniugi dei carichi di famiglia
e sarà necessario effettuare diversi tentativi, con un unico
assunto, però: la suddivisione al 50% dell’agevolazione di
sicuro non è la più conveniente. Strettamente collegata alle
nuove deduzioni è poi la novità del rigo E33 riferita alle spese
sostenute per l’assistenza personale ai non autosufficienti. Ciò
in quanto anche per tali spese si può parlare di deduzioni
teoriche, poiché il reale vantaggio ottenuto dal contribuente
transita comunque per il particolare rapporto che determina le
deduzioni spettanti per i familiari a carico e, dunque, risente
del livello di reddito e della connessa capienza, nonché delle
aliquote risparmiate.
Maurizio Tozzi, Carichi di famiglia, i benefici nel 730, in Italia
Oggi, 11/04/2006, pag. 36
Veicoli, immatricolazione fuori Iva
L’imposta sull’immatricolazione degli autoveicoli,
anticipata dal venditore a nome del cliente prima della consegna
e addebitata insieme al prezzo del bene, non rientra nella base
imponibile Iva. Questo il parere reso dall’avvocato generale
nelle conclusioni presentate il 16 marzo 2006 nel procedimento
C-98/05 davanti alla Corte di giustizia dell’Ue, promosso dalla
Corte di appello danese e concernente l’interpretazione
dell’art. 11, parte A, della sesta direttiva Iva, secondo cui
nella base imponibile si devono comprendere, tra l’altro, le
imposte, i dazi, le tasse e i prelievi, a eccezione della stessa
Iva, mentre non si devono comprendere le somme che il soggetto
passivo riceve dal cliente a titolo di rimborso delle spese
sostenute in nome e per conto del cliente stesso, debitamente
documentate, e che figurano nella sua contabilità tra i conti
provvisori.
Roberto Rosati, Tassa su immatricolazione fuori dal campo
dell’Iva, in Italia Oggi, 11/04/2006, pag. 36
Unico 2006, costi esteri deducibili
Costi esteri ancora al centro dell’attenzione nel modello
unico 2006: ai fini della loro deducibilità, infatti, è
necessaria l’indicazione come variazione in aumento e in
diminuzione. Questo epr evitare, in sede di verifica da parte
dell’amministrazione finanziaria, che gli stessi siano
considerati come indeducibili nella determinazione del reddito
d’impresa. In relazione alle dichiarazioni da presentare nel
2006 da parte dei titolari di reddito di impresa, è noto come
due righi dei modelli siano appositamente dedicati alla
specifica indicazione di quei costi e di quei componenti
negativi disciplinati dall’articolo 110, commi 10 e 11 del tuir.
La norma di riferimento prevede che: 1) al ricorrere di costi in
relazione ad operazioni intercorse con soggetti domiciliati in
stati o territori a fiscalità privilegiata, le spese e gli altri
componenti negativi non sono ammessi in deduzione; 2) è
possibile considerare deducibili tali oneri in relazione a
determinate circostanze legate alla dimostrazione che il
soggetto non residente svolge prevalentemente una attività
commerciale effettiva ovvero che le operazioni poste in essere
rispondono ad un effettivo interesse economico per il soggetto
residente e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione; 3)
condizione per la deducibilità degli oneri in questione è la
separata indicazione in dichiarazione dei redditi.
Duilio Liburdi, Deducibilità dei costi esteri solo se c’è
l’indicazione, in Italia Oggi, 11/04/2006, pag. 45