Da Il Sole 24 Ore
Sulle ganasce la
questione è aperta
La questione della giurisdizione sulle ganasce
fiscali non trova pace. Il tema è sttao anche
all’ordine del giorno dell’inaugurazione dell’anno
giudiziario 2006 delle commissioni tributarie di
Roma. Il nuovo presidente della Commissione
regionale del Lazio, Claudio Varrone, ha
sottolineato come il contribuente si trovi in una
situazione paradossale: per un piccolo debito nei
confronti del Fisco, subisce la confisca del
veicolo. Un bene indispensabile nella vita
quotidiana. Mentre il sequestro richiede una
proporzionalità con la pretesa erariale.
Considerazioni che arrivano dopo l’ordinanza delle
Sezioni Unite della Corte di cassazione n. 2053 del
31 gennaio che sul fermo ha sancito la giurisdizione
ordinaria e non quella amministrativa. La decisione
lascia molte perplessità nel Consiglio di Stato, che
ha rinviato la questione all’adunanza plenaria.
Giampaolo Piagnarelli, Su ganasce e
giurisdizione partita aperta, in Il Sole 24
Ore, 10/02/2006, pag. 25
Appalti a rischio per gli
inadempienti
Una società che venga esclusa da un appalto
pubblico, per non aver assolto obblighi fiscali o
contributivi, può avere diritto alla riammissione
alla gara, se beneficia di un condono o concordato.
Il termine, entro il quale gli interessati devono
aver effettuato i pagamenti per regolarizzare la
propria situazione, deve però essere precedente
l’aggiudicazione dell’appalto, venire predeterminato
con certezza assoluta dallo Stato e reso pubblico. A
queste conclusioni è giunta ieri la Corte di
Giustizia europea, deliberando su due procedimenti
riuniti. La Corte ha stabilito, innanzi tutto, che
spetta agli Stati membri valutare come applicare le
sette cause che possono far scattare l’esclusione da
un appalto, previste dalla direttiva 92/50, tra le
quali figurano in effetti l’inadempienza di obblighi
in materia di previdenza e il mancato pagamento di
imposte o tasse. Tocca anche agli Stati stabilire il
termine entro il quale i soggetti devono aver
regolarizzato la propria posizione. Una scadenza che
può cadere in un arco di tempo che va dalla data di
presentazione delle domande fino al momento che
precede l’aggiudicazione dell’appalto. I principi di
trasparenza e di parità di trattamento richiedono
però che il termine sia fissato con certezza
assoluta e reso pubblico.
Enrico Brivio, Appalto a rischio de l’impresa
non si mette in regola con il Fisco, in Il
Sole 24 Ore, 10/02/2006, pag. 25
Custodia bambini, esenti
le intermediazioni
Sono esenti le intermediazioni per prestazioni di
custodia di bambini in età prescolare, effettuate da
una fondazione senza scopo di lucro. E’ necessario,
però, che la prestazione principale abbia i
requisiti soggettivi per l’esenzione. Inoltre, tali
prestazioni servono essere indispensabili per
ottenere una determinata qualità del servizio e
l’esenzione non deve provocare una distorsione della
concorrenza. Lo ha stabilito la Corte di giustizia
Ue che, con sentenza resa nella causa C-415/04
depositata ieri in cancelleria ha risolto una
questione pregiudiziale sollevata nel corso di una
controversia che vedeva opposti una fondazione senza
scopo di lucro olandese e la propria amministrazione
fiscale. Secondo la Corte di Giustizia le
preoccupazioni del governo olandese sono fondate, ma
devono essere risolte dal giudice nazionale.
Infatti, prestazioni di intermediazione che mettono
in contatto soggetti che offrono e soggetti che
richiedono la custodia per bambini in età prescolare
possono, in astratto, essere esentate da Iva. E’
necessario, però, che il servizio di custodia di
bambini abbia tutti i requisiti per l’esenzione;
questo servizio abbia delle caratteristiche di
qualità tali che possono essere garantite soltanto
dall’intervento dell’intermediario; non ci sia
distorsione della concorrenza. Condizione che, di
fatto, devono essere accertate dal giudice
nazionale.
Renato Portale, Custodia dei bambini fuori campo
Iva, in Il Sole 24 Ore, 10/02/2006,
pag. 25
Nuovi valori per i
lavoratori esteri
Pronte le retribuzioni convenzionali per quest’anno.
E’ infatti, in corso di pubblicazione sulla GU il
decreto interministeriale del 31 gennaio 2006, che
stabilisce i nuovi valori di riferimento, ai fini
fiscali e previdenziali, per i lavoratori italiani
all’estero. Rispetto allo scorso anno, le
retribuzioni convenzionali 2006 registrano un
aumento del 2,2%, lo 0,2% in meno rispetto al 2005.
Questi importi forfetari, che vengono aggiornati
anno per anno, sono stati previsti inizialmente solo
per la previdenza, per garantire la copertura
contributiva ai dipendenti italiani operanti in
Paesi extracomunitari con cui il nostro Paese non ha
siglato un accordo di sicurezza sociale. Dal 2001 le
retribuzioni convenzionali valgono anche ai fini
fiscali, per effetto della legge 342/00 che ha
introdotto il comma 8-bis all’articolo 51 del Tuir.
Secondo questa disposizione, il reddito di lavoro
subordinato viene determinato attraverso i nuovi
valori forfetari. In caso di assunzioni, risoluzioni
del rapporto di lavoro, trasferimenti da o per
l’estero, nel corso del mese, secondo l’articolo 3
del decreto 2006 le retribuzioni convenzionali sono
divisibili in ragione di 26 giornate. Gli stessi
valori di riferimento, inoltre, valgono ai fini
della liquidazione del trattamento ordinario di
disoccupazione in favore dei lavoratori rimpatriati.
R. Rocchi – M. Strafile, Lavoro all’estero, il
forfait frena la corsa, in Il Sole 24 Ore,
10/02/2006, pag. 27
Da Italia Oggi
Dal 2007, 12,5% su tutte
le polizze
Polizze assicurative più care a partire dal 2007.
L’imposta del 12,5% sulle polizze, a partire dal 1°
gennaio del prossimo anno, non sarà più limitata
alla sola parte relativa all’assicurazione
obbligatoria della responsabilità civile per i danni
causati dalla circolazione dei veicoli e dei
natanti. Ma si estenderà anche al caso in cui con lo
stesso contratto siano assicurati, assieme al
rischio della responsabilità civile, anche altri
rischi inerenti al veicolo o al natante o ai danni
causati dalla loro circolazione. In pratica, dunque,
la gran parte delle polizze generalmente
sottoscritte. La previsione è contenuta
nell’articolo 24 del decreto legge milleproroghe (n.
273 del 2005) convertito definitivamente in legge
ieri dalla camera con 265 voti favorevoli e 171
contrari. Nel pomeriggio, l’aula di Montecitorio
aveva votato sul provvedimento la 46-esima fiducia
richiesta dal governo. Molte le novità tra cui la
riapertura, fissandoli al 28 febbraio 2006, dei
termini per effettuare le comunicazioni relative
alla cessione di partecipazioni che abbiano dato
luogo a minusvalenze, per ottenerne la deducibilità.
Inoltre, la possibilità di destinare il 5 per mille
dell’Irpef per volontariato e ricerca introdotta con
al Finanziaria 2006 si applica anche ai redditi
2005.
Gianni Macheda, dal 2007 tassa per tutte le
polizze, in Italia Oggi, 10/02/2006, pag.
29
Pianificazione, da
valutare anche l’uscita
Il calcolo di convenienza per l’adesione
all’adeguamento 2003/2004 e la programmazione passa
anche dal confronto tra impegno assunto e possibili
uscite dalla proposta triennale. La possibilità di
definire un solo periodo di imposta può incentivare
l’istituto introdotto dalla Finanziaria 2006, ma si
dovrà tenere in considerazione che si dovrà sempre e
comunque accettare la programmazione triennale. Un
ruolo determinante è svolto dagli studi di settore e
dai parametri, per i quali è chiesta l’avvenuta
applicazione nel biennio 2003/2004. dando uno
sguardo a disposizioni del recente passato, quali il
concordato concordato preventivo si può desumere che
il richiamo operato dal legislatore all’applicazione
dello studio o parametro sta a significare la
volontà di riportare a un livello equo tutti i
contribuenti. Tale livello equo, nei precedenti
istituti, è stato sempre il prioritario riporto a
congruità. Da ciò si deriva che sia la definizione
sia la programmazione risulteranno più onerose per i
contribuenti non congrui negli anni considerati, in
quanto gli stessi avranno il primo step
rappresentato dal ritorno a congruità e poi
l’ulteriore passo dei maggiori ricavi/compensi
determinati nelle proposte.
Duilio Liburdi, Pianificazione, uscita da
valutare, in Italia Oggi, 10/02/2006,
pag. 39