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Domenica 12 Febbraio 2006
Da Il Sole 24 Ore
Si riparte con il condono
edilizio
Le Regioni sono libere di stabilire limiti e
modalità di applicazioni del condono edilizio,
purché rispettino la soglia massima prevista dalla
legge statale (750 metri cubi) e il limite
cronologico del marzo 2003, quale periodo
dell’abuso. Questo principio espresso dalla Corte
costituzionale, con la sentenza 49/2006,
cristallizza le diversità di situazioni sul
territorio nazionale, con il risultato che in
Campania sono sanabili 750 metri cubi mentre in
Umbria no si superano i 90. In Lombardia la soglia è
di 500 metri cubi, mentre nel Veneto ci si ferma a
450. Tutto ciò, oggi, ha il sigillo di
costituzionalità, con solo tre regioni (Campania,
Emilia Romagna e Marche) che vedono modificate le
loro norme, mentre altre quattro (Lombardia, Veneto,
Umbria, Toscana) superano indenni il giudizio. Una
separata sentenza (39/2006) riguarda poi la Regione
Sicilia, confermando il principio
dell’inderogabilità dei vincoli, anche se
sopravvenuti all’abuso edilizio. Spetta ora ai
tecnici del settore e agli uffici comunali vigenti
nelle varie regioni, eliminando le (poche) norme
dichiarate illegittime e applicando quelle che,
Regione per Regione, hanno superato l’esame di
costituzionalità.
Guglielmo Saporito, Condono edilizio, si riparte,
in Il Sole 24 Ore, 12/02/2006, pag. 19
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