Venerdì 14 Luglio 2006

Da Il Sole 24 Ore

Irap, l’intreccio dei bonus
Le istruzioni sul bonus Irap per l’incremento occupazionale, diffuse in extremis dalle Entrate con la circolare 26/E del 12 luglio fanno luce anche sulle regole che consentono o vietano il cumulo delle agevolazioni. Il problema, sollevato dai contribuenti in numerosi quesiti all’Agenzia, riguarda l’intreccio che l’agevolazione ha o può avere con altri incentivi disposti dallo stesso decreto Irap o da latri provvedimenti. L’agevolazione base, come sottolinea la stessa Agenzia, costituisce una misura generale non inquadrabile tra gli aiuti di Stato e dunque compatibile, in via di principio, con altre agevolazioni riconosciute a diverso titolo sugli stessi costi. L’Agenzia, con le risposte 3.1 e 3.2, chiarisce il rapporto che intercorre tra la deduzione dalla base imponibile Irap dovuta in virtù del bonus occupazione e la deduzione dovuta in virtù degli altri elementi indicati all’articolo 11, lettera a), dello stesso Dlgs 446/97. Un dubbio dei contribuenti riguardava la deduzione del bonus. E, in particolare, se l’incentivo potesse concorrere, per lo stesso lavoratore, con la deduzione prevista sui costi per i disabili o quelli sostenuti per il personale addetto alla ricerca e allo sviluppo o per i costi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro. Secondo l’Agenzia, la cumulabilità è possibile solo nei limiti del costo sostenuto per il nuovo lavoratore.
Benedetto Santacroce, Cumulo fino al costo sostenuto, in Il Sole 24 Ore, 14/07/2006, pag. 22

Raccolta giochi, call center con Iva
Non sono esenti da Iva , ma devono scontare l’imposta ordinaria, le prestazioni che un call center svolge  a favore di una società che organizza scommesse telefoniche. I servizi non possono essere qualificati come operazione di scommessa, anche se il fornitore di servizi telefonici agisce in nome e per conto della società che opera nel gioco d’azzardo. Lo ha deciso la Corte di giustizia Ue nella sentenza relativa alla causa C-85/05 depositata ieri. I giudici hanno confermato che le norme della VI direttiva Iva in tema di esenzione devono essere interpretate in modo restrittivo quando si riferiscono a operazioni esenti solo per motivi pratici – come è il caso del gioco d’azzardo – e non anche quando si riferiscono a servizi di interesse generale in ambito sociale che meritano una particolare tutela, come ad esempio la sanità o l’insegnamento.
Raccolta giochi senza esenzione, in Il Sole 24 Ore, 14/07/2006, pag. 22

Manovra bis, modifiche a tutto campo
Dopo settimane di polemiche, il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ha deciso di spendere il suo peso sulla tassazione degli immobili, annunciando emendamenti del Governo: “La prossima settimana – ha assicurato durante un’audizione parlamentare – ci sarà l’intervento di correzione”. Rafforzando così la decisione annunciata martedì dal vice-ministro, Vincenzo Visco. Per il Governo, il recupero delle detrazioni avrebbe dovuto fruttare 480milioni, stima riconosciuta sbagliata. Secondo le associazioni, costerebbe 28-30 miliardi. Cresce il fronte di chi sostiene la sua soppressione. La manovra, nel suo complesso, potrebbe essere modificata in 20-25 punti: in particolare, sul fronte fiscale, i ritocchi potrebbero riguardare l’Iva sui prodotti dolciari e filatelici; il trattamento fiscale per i lavoratori all’estero; i termini di presentazione delle dichiarazioni; la comunicazione dei dati al Fisco e la privacy.
Gianluca Di Donfrancesco, Ritocchi oltre gli immobili, in Il Sole 24 Ore, 14/07/2006, pag. 23

Da Italia Oggi

Immobili, ultime ore per le modifiche
Ultime ore per le modifiche alla stretta dell’Iva sugli immobili contenuto nel pacchetto Visco. Le correzioni al decreto legge 223/06, confermate ieri anche dal ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa durante un’audizione sul Dpef, confluiranno nell’emendamento che il viceministro Vincenzo Visco, dopo averne discusso ieri in tarda serata durante un riunione di maggioranza, presenterà oggi in consiglio dei ministri e che sarà depositato lunedì prossimo in Senato. La prima soluzione cui sta pensando il governo per correggere il dl è quella di non applicare la retroattività della norma, richiesta dalla sesta direttiva europea: in questo modo, sulle società e sui fondi immobiliari non graverebbe più il peso di restituire tutte le detrazioni di cui hanno beneficiato negli ultimi anni, che ammontano secondo la relazione tecnica a 480 milioni di euro. La soluzione alternativa, più minimalista, è di applicare un’imposta sostitutiva del 2% sull’Iva che dovrebbe essere restituita a causa del cambiamento di regime, ma non lo sarà. Questa soluzione, però, potrebbe cadere nelle maglie della Commissione europea che potrebbe ipotizzare la configurazione di un aiuto di stato incompatibile con il trattato Ue.
Antonella Gorret, Immobili, così le correzioni, in Italia Oggi, 14/07/2006, pag. 5

Accertamento Ici con congrua giustificazione
Ici, l’avviso di accertamento è valido solo se congruamente motivato. Infatti, non può fondarsi su una transazione avvenuta fra contribuente e fisco in relazione ad altra imposta. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15165 del 30 giugno 2006, ha accolto il ricorso di una società cui era stata notificata la maggiore Ici con un avviso fondato su parametri già usati dal fisco per un’altra imposta. In altri termini, il comune non può motivare un avviso di accertamento unicamente sulla base di un atto di transazione intervenuto qualche tempo prima, in relazione ad altro tributo, fra l’amministrazione finanziaria e il contribuente, senza aggiungere nulla circa i parametri richiesti dalle norme sull’Ici (dlgs 504 del 1992). Infatti l’avviso deve necessariamente contenere le caratteristiche dell’area, la zona di ubicazione, l’indice di edificabilità, la destinazione d’uso consentita e gli oneri necessari ai fini della costruzione del prezzo di mercato. Tutto ciò perché, hanno scritto i giudici della sezione tributaria, l’obbligo motivazionale dell’accertamento deve ritenersi adempiuto tutte le volte che il contribuente sia stato messo in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi elementi essenziali e quindi di contestare efficacemente la misura dell’imposta.
Debora Alberici, Accertamento Ici solo se motivato, in Italia Oggi, 14/07/2006, pag. 30

Estimi catastali, no ad aumenti generalizzati
Nessun aumento generalizzato degli estimi catastali. Lo ha assicurato il viceministro dell’economia Vincenzo Visco durante l’audizione che si è svolta mercoledì scorso in commissione finanze del senato in cui ha chiarito le linee di intervento su cui si baserà l’azione dell’esecutivo in campo fiscale, rispondendo alle critiche piovute all’indomani dell’approvazione del dl 223/2006. Il catasto “sarà riformato, ma non c0è alcuna ipotesi di incremento generalizzato degli estimi. Semmai, nel rispetto del principio di sussidiarietà, saranno affrontati casi singoli e specifici. Quanto alla perplessità sull’incremento dell’aliquota Iva sui prodotti dolciari in confezioni non di pregio e i francobolli da collezione, Visco sottolinea che in prospettiva riterrebbe utile giungere ad una aliquota Iva unica.
Giovanni Galli, Estimi catastali con il silenziatore, in Italia Oggi, 14/07/2006, pag. 31