Da Il Sole 24 Ore
Irap, l’intreccio dei bonus
Le istruzioni sul bonus Irap per l’incremento occupazionale,
diffuse in extremis dalle Entrate con la circolare 26/E del 12
luglio fanno luce anche sulle regole che consentono o vietano il
cumulo delle agevolazioni. Il problema, sollevato dai
contribuenti in numerosi quesiti all’Agenzia, riguarda
l’intreccio che l’agevolazione ha o può avere con altri
incentivi disposti dallo stesso decreto Irap o da latri
provvedimenti. L’agevolazione base, come sottolinea la stessa
Agenzia, costituisce una misura generale non inquadrabile tra
gli aiuti di Stato e dunque compatibile, in via di principio,
con altre agevolazioni riconosciute a diverso titolo sugli
stessi costi. L’Agenzia, con le risposte 3.1 e 3.2, chiarisce il
rapporto che intercorre tra la deduzione dalla base imponibile
Irap dovuta in virtù del bonus occupazione e la deduzione dovuta
in virtù degli altri elementi indicati all’articolo 11, lettera
a), dello stesso Dlgs 446/97. Un dubbio dei contribuenti
riguardava la deduzione del bonus. E, in particolare, se
l’incentivo potesse concorrere, per lo stesso lavoratore, con la
deduzione prevista sui costi per i disabili o quelli sostenuti
per il personale addetto alla ricerca e allo sviluppo o per i
costi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul
lavoro. Secondo l’Agenzia, la cumulabilità è possibile solo nei
limiti del costo sostenuto per il nuovo lavoratore.
Benedetto Santacroce, Cumulo fino al costo sostenuto, in
Il Sole 24 Ore, 14/07/2006, pag. 22
Raccolta giochi, call center con Iva
Non sono esenti da Iva , ma devono scontare l’imposta
ordinaria, le prestazioni che un call center svolge a favore di
una società che organizza scommesse telefoniche. I servizi non
possono essere qualificati come operazione di scommessa, anche
se il fornitore di servizi telefonici agisce in nome e per conto
della società che opera nel gioco d’azzardo. Lo ha deciso la
Corte di giustizia Ue nella sentenza relativa alla causa C-85/05
depositata ieri. I giudici hanno confermato che le norme della
VI direttiva Iva in tema di esenzione devono essere interpretate
in modo restrittivo quando si riferiscono a operazioni esenti
solo per motivi pratici – come è il caso del gioco d’azzardo – e
non anche quando si riferiscono a servizi di interesse generale
in ambito sociale che meritano una particolare tutela, come ad
esempio la sanità o l’insegnamento.
Raccolta giochi senza esenzione, in Il Sole 24 Ore,
14/07/2006, pag. 22
Manovra bis, modifiche a tutto campo
Dopo settimane di polemiche, il ministro dell’Economia,
Tommaso Padoa-Schioppa, ha deciso di spendere il suo peso sulla
tassazione degli immobili, annunciando emendamenti del Governo:
“La prossima settimana – ha assicurato durante un’audizione
parlamentare – ci sarà l’intervento di correzione”. Rafforzando
così la decisione annunciata martedì dal vice-ministro, Vincenzo
Visco. Per il Governo, il recupero delle detrazioni avrebbe
dovuto fruttare 480milioni, stima riconosciuta sbagliata.
Secondo le associazioni, costerebbe 28-30 miliardi. Cresce il
fronte di chi sostiene la sua soppressione. La manovra, nel suo
complesso, potrebbe essere modificata in 20-25 punti: in
particolare, sul fronte fiscale, i ritocchi potrebbero
riguardare l’Iva sui prodotti dolciari e filatelici; il
trattamento fiscale per i lavoratori all’estero; i termini di
presentazione delle dichiarazioni; la comunicazione dei dati al
Fisco e la privacy.
Gianluca Di Donfrancesco, Ritocchi oltre gli immobili, in
Il Sole 24 Ore, 14/07/2006, pag. 23
Da Italia Oggi
Immobili, ultime ore per le modifiche
Ultime ore per le modifiche alla stretta dell’Iva sugli
immobili contenuto nel pacchetto Visco. Le correzioni al decreto
legge 223/06, confermate ieri anche dal ministro dell’economia
Tommaso Padoa-Schioppa durante un’audizione sul Dpef,
confluiranno nell’emendamento che il viceministro Vincenzo Visco,
dopo averne discusso ieri in tarda serata durante un riunione di
maggioranza, presenterà oggi in consiglio dei ministri e che
sarà depositato lunedì prossimo in Senato. La prima soluzione
cui sta pensando il governo per correggere il dl è quella di non
applicare la retroattività della norma, richiesta dalla sesta
direttiva europea: in questo modo, sulle società e sui fondi
immobiliari non graverebbe più il peso di restituire tutte le
detrazioni di cui hanno beneficiato negli ultimi anni, che
ammontano secondo la relazione tecnica a 480 milioni di euro. La
soluzione alternativa, più minimalista, è di applicare
un’imposta sostitutiva del 2% sull’Iva che dovrebbe essere
restituita a causa del cambiamento di regime, ma non lo sarà.
Questa soluzione, però, potrebbe cadere nelle maglie della
Commissione europea che potrebbe ipotizzare la configurazione di
un aiuto di stato incompatibile con il trattato Ue.
Antonella Gorret, Immobili, così le correzioni, in
Italia Oggi, 14/07/2006, pag. 5
Accertamento Ici con congrua
giustificazione
Ici, l’avviso di accertamento è valido solo se congruamente
motivato. Infatti, non può fondarsi su una transazione avvenuta
fra contribuente e fisco in relazione ad altra imposta. Lo ha
stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15165
del 30 giugno 2006, ha accolto il ricorso di una società cui era
stata notificata la maggiore Ici con un avviso fondato su
parametri già usati dal fisco per un’altra imposta. In altri
termini, il comune non può motivare un avviso di accertamento
unicamente sulla base di un atto di transazione intervenuto
qualche tempo prima, in relazione ad altro tributo, fra
l’amministrazione finanziaria e il contribuente, senza
aggiungere nulla circa i parametri richiesti dalle norme sull’Ici
(dlgs 504 del 1992). Infatti l’avviso deve necessariamente
contenere le caratteristiche dell’area, la zona di ubicazione,
l’indice di edificabilità, la destinazione d’uso consentita e
gli oneri necessari ai fini della costruzione del prezzo di
mercato. Tutto ciò perché, hanno scritto i giudici della sezione
tributaria, l’obbligo motivazionale dell’accertamento deve
ritenersi adempiuto tutte le volte che il contribuente sia stato
messo in grado di conoscere la pretesa tributaria nei suoi
elementi essenziali e quindi di contestare efficacemente la
misura dell’imposta.
Debora Alberici, Accertamento Ici solo se motivato, in
Italia Oggi, 14/07/2006, pag. 30
Estimi catastali, no ad aumenti
generalizzati
Nessun aumento generalizzato degli estimi catastali. Lo ha
assicurato il viceministro dell’economia Vincenzo Visco durante
l’audizione che si è svolta mercoledì scorso in commissione
finanze del senato in cui ha chiarito le linee di intervento su
cui si baserà l’azione dell’esecutivo in campo fiscale,
rispondendo alle critiche piovute all’indomani dell’approvazione
del dl 223/2006. Il catasto “sarà riformato, ma non c0è alcuna
ipotesi di incremento generalizzato degli estimi. Semmai, nel
rispetto del principio di sussidiarietà, saranno affrontati casi
singoli e specifici. Quanto alla perplessità sull’incremento
dell’aliquota Iva sui prodotti dolciari in confezioni non di
pregio e i francobolli da collezione, Visco sottolinea che in
prospettiva riterrebbe utile giungere ad una aliquota Iva unica.
Giovanni Galli, Estimi catastali con il silenziatore, in
Italia Oggi, 14/07/2006, pag. 31