Mercoledì 10 Maggio 2006

Da Il Sole 24 Ore

Antiriciclaggio, istruzioni dalla Fondazione
I problemi attuativi della normativa antiriciclaggio per i professionisti sono al centro del dibattito. Un esame complessivo è stato compiuto anche dalla Fondazione Luca Pacioli, con il documento n. 11 del 9 maggio, che segue le osservazioni divulgate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti nei giorni scorsi e l’istruzione dei consulenti del lavoro. In particolare, viene posto in evidenza il fatto che i membri di collegi sindacali che svolgano solo la funzione di controllo sull’amministrazione devono ritenersi esclusi dagli adempimenti. Va ricordato, infatti, che le istruzioni applicative dell’Uic avevano già ritenuto esenti da oneri i professionisti in qualità di organi di gestione, amministrazione, controllo e liquidazione di società, enti, trust o altre strutture analoghe. L’identificazione della clientela e la registrazione dei dati costituiscono obbligo necessario a prescindere da qualsiasi ulteriore sviluppo. Sul momento di identificazione, va rilevata la divergente indicazione fornita dal Dm 141, che si riferisce all’inizio della prestazione professionale, rispetto alle istruzioni Uic che parlano di accettazione dell’incarico.
Luigi Ferrajoli, L’antiriciclaggio divide i sindaci, in Il Sole 24 Ore, 10/05/2006, pag. 28

Dal concordato un limite agli accertamenti
La programmazione fiscale ha una serie di ripercussioni in Unico 2006 non solo per le perdite riportabili in dichiarazione e per la determinazione della seconda rata degli acconti 2006, ma anche per gli studi di settore. La legge Finanziaria per il 2006 prevede che chi aderisce alla programmazione fiscale può definire i periodi d’imposta 2003 e 2004. il comma 515 della legge 266/2005 stabilisce che il perfezionamento della definizione rende applicabili le disposizioni dell’articolo 2, comma 4, lettera a) del decreto legislativo 218/97. Si tratta delle disposizioni che disciplinano l’eventuale nuovo intervento del Fisco dopo che è stato raggiunto l’accordo con l’accertamento con adesione. In sostanza, relativamente alla definizione dei periodi 2003/2004, l’ufficio potrà effettuare ulteriori accertamenti solo se verrà a conoscenza di nuovi elementi che consentono di accertare un maggior reddito superiore al 50% di quello definito e comunque non inferiore a 77.468,53 euro. Deve essere rilevato che il limite del 50% va commisurato al reddito definito e non al maggior reddito definito.
Dario Deotto, Il concordato depotenzia gli accertamenti da studi, in Il Sole 24 Ore, 10/05/2006, pag. 28

Ias, opportunità per le Pmi
Ias come strumento e non come fine, di un’azienda matura, che conosce se stessa e sa come rappresentarsi. Dunque, anche per le Pmi. E con criteri Ias Ifrs si è riusciti a ottenere un’unificazione delle regole contabili internazionali che non è stata ancora realizzata in Italia nei conti degli enti locali. A parlare è Tommaso Padoa Schioppa, candidato numero uno al ministero dell’Economia, intervenuto al convegno “Ias/Ifrs in Italia” organizzato ieri da “Il Sole 24 Ore”. Il presidente della Fondazione Iasc, ha sottolineato che il suo auspicio è che la nuova grammatica contabile, nata inizialmente per le società quotate, possa essere adottata anche dai soggetti non quotati come strumento trasparente per rapportarsi agli altri interlocutori economici e mezzo di autovalutazione e confronto.
Laura Cavestri, Vantaggi Ias per le Pmi, in Il Sole 24 Ore, 10/05/2006, pag. 29

Da Italia Oggi

Redditi 2002, avvisi per la tassazione separata
Il fisco sta per inviare a 1,6 milioni di contribuenti altrettanti avvisi per il versamento delle imposte per la tassazione separata dei redditi percepiti nel 2002. Soprattutto per tfr e arretrati dei dipendenti. E a livello regionale, le dre più impegnate nella seconda campagna della tassazione separata sono Lombardia e Veneto. I dati sono stati forniti ieri, nell’ambito del Forum p.a in corso a Roma, da Antonio Iorio, direttore centrale servizi ai contribuenti e relazioni esterne dell’Agenzia delle entrate che ha specificato che i pagamenti dovrebbero portare nelle casse dell’erario più di 160 milioni di euro, quanto, cioè, incassato lo scorso anno quando gli avvisi superavano di poco 1 milione. La tassazione è prevista per i redditi che non hanno carattere di continuità per evitare un eccesso di tassazione che potrebbe scaturire sommando redditi ordinari a redditi straordinari. L’imposta è determinata dall’amministrazione in base ai dati forniti dai sostituti d’imposta nel modello 770 o sulla base dei dati esposti dal contribuente nel modello Unico e nel 730. Le comunicazioni delle liquidazioni automatizzate 2002 saranno recapitate ai contribuenti tramite il servizio postale entro il mese di maggio. I contribuenti che riterranno errata la pretesa del fisco potranno rivolgersi a qualsiasi ufficio locale.
Antonella Gorret, Tassazione separata, al via gli avvisi, in Italia oggi, 10/05/2006, pag. 29

Tefa ancora valido per le province
Le province possono ancora applicare il tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente (Tefa) fino a quando non saranno emanati i provvedimenti attuativi per l’applicazione della tariffa di gestione dei rifiuti prevista dal nuovo codice ambientale. L’entrata in vigore del nuovo dlgs 3 aprile 2006, n. 152, che ha introdotto nella parte IV le norme che concernono la gestione dei rifiuti sta creando non pochi problemi alle province a causa del fatto che la poca chiarezza delle disposizioni coinvolte sta inducendo diversi comuni a non riscuotere più il Tefa. Tale convinzione si fonda sul fatto che l’art. 264 del dlgs n. 152 del 2006, ha disposto l’abrogazione del tributo provinciale a partire dall’entrata in vigore della parte IV del decreto stesso e cioè dal 29/4/06. Il Tefa è stato istituito dall’art. 19, del dlgs n. 504 del 1992, il quale prevede che il tributo è liquidato e iscritto a ruolo dai comuni contestualmente alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Pertanto, se fosse confermata la tesi dell’abrogazione, i comuni non dovrebbero più riscuotere il tributo e le province vedrebbero diminuire un’entrata già preventivata nei propri bilanci. Una lettura sistematica delle disposizioni coinvolte porterebbe, invece, a sostenere l’applicazione del Tefa, anche per l’anno 2006.
Diana Nocito, Province, il Tefa è ancora valido, in Italia oggi, 10/05/2006, pag. 30

Contributi Inps per artigiani e commercianti
Primo appuntamento degli artigiani e commercianti con la contribuzione Inps per il 2006: il termine di versamento è stabilito per martedì 16 maggio. Oltre all’incremento conseguente alla periodica lievitazione del minimale e massimale di reddito imponibile, sulla specifica materia vi è da registrare l’ulteriore lievitazione dell’aliquota dello 0,2%, prevista dal provvedimento collegato alla Finanziaria 1998 (legge n. 449/97) che sta gradualmente portando l’onere contributivo verso il definitivo 19%. Con l’aumento dello 0,2%, l’aliquota contributiva degli artigiani quest’anno è salita al 17,40%; mentre quella dei commercianti ha raggiunto il 17,79%. I collaboratori di età sino a 21 anni continuano a pagare tre punti in meno: 14,40% gli artigiani e 14,79% i commercianti. Il contributo per la pensione deve essere determinato in base al totale dei redditi d’impresa da denunciare ai fini Irpef dell’anno prossimo.
Gigi Leonardi, Artigiani e commercianti, appuntamento con l’Inps, in Italia oggi, 10/05/2006, pag. 41