Da Il Sole 24 Ore
Antiriciclaggio, istruzioni dalla
Fondazione
I problemi attuativi della normativa antiriciclaggio per i
professionisti sono al centro del dibattito. Un esame
complessivo è stato compiuto anche dalla Fondazione Luca Pacioli,
con il documento n. 11 del 9 maggio, che segue le osservazioni
divulgate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti nei
giorni scorsi e l’istruzione dei consulenti del lavoro. In
particolare, viene posto in evidenza il fatto che i membri di
collegi sindacali che svolgano solo la funzione di controllo
sull’amministrazione devono ritenersi esclusi dagli adempimenti.
Va ricordato, infatti, che le istruzioni applicative dell’Uic
avevano già ritenuto esenti da oneri i professionisti in qualità
di organi di gestione, amministrazione, controllo e liquidazione
di società, enti, trust o altre strutture analoghe.
L’identificazione della clientela e la registrazione dei dati
costituiscono obbligo necessario a prescindere da qualsiasi
ulteriore sviluppo. Sul momento di identificazione, va rilevata
la divergente indicazione fornita dal Dm 141, che si riferisce
all’inizio della prestazione professionale, rispetto alle
istruzioni Uic che parlano di accettazione dell’incarico.
Luigi Ferrajoli, L’antiriciclaggio divide i sindaci, in
Il Sole 24 Ore, 10/05/2006, pag. 28
Dal concordato un limite agli accertamenti
La programmazione fiscale ha una serie di ripercussioni in
Unico 2006 non solo per le perdite riportabili in dichiarazione
e per la determinazione della seconda rata degli acconti 2006,
ma anche per gli studi di settore. La legge Finanziaria per il
2006 prevede che chi aderisce alla programmazione fiscale può
definire i periodi d’imposta 2003 e 2004. il comma 515 della
legge 266/2005 stabilisce che il perfezionamento della
definizione rende applicabili le disposizioni dell’articolo 2,
comma 4, lettera a) del decreto legislativo 218/97. Si tratta
delle disposizioni che disciplinano l’eventuale nuovo intervento
del Fisco dopo che è stato raggiunto l’accordo con
l’accertamento con adesione. In sostanza, relativamente alla
definizione dei periodi 2003/2004, l’ufficio potrà effettuare
ulteriori accertamenti solo se verrà a conoscenza di nuovi
elementi che consentono di accertare un maggior reddito
superiore al 50% di quello definito e comunque non inferiore a
77.468,53 euro. Deve essere rilevato che il limite del 50% va
commisurato al reddito definito e non al maggior reddito
definito.
Dario Deotto, Il concordato depotenzia gli accertamenti da
studi, in Il Sole 24 Ore, 10/05/2006, pag. 28
Ias, opportunità per le Pmi
Ias come strumento e non come fine, di un’azienda matura,
che conosce se stessa e sa come rappresentarsi. Dunque, anche
per le Pmi. E con criteri Ias Ifrs si è riusciti a ottenere
un’unificazione delle regole contabili internazionali che non è
stata ancora realizzata in Italia nei conti degli enti locali. A
parlare è Tommaso Padoa Schioppa, candidato numero uno al
ministero dell’Economia, intervenuto al convegno “Ias/Ifrs in
Italia” organizzato ieri da “Il Sole 24 Ore”. Il presidente
della Fondazione Iasc, ha sottolineato che il suo auspicio è che
la nuova grammatica contabile, nata inizialmente per le società
quotate, possa essere adottata anche dai soggetti non quotati
come strumento trasparente per rapportarsi agli altri
interlocutori economici e mezzo di autovalutazione e confronto.
Laura Cavestri, Vantaggi Ias per le Pmi, in Il Sole 24
Ore, 10/05/2006, pag. 29
Da Italia Oggi
Redditi 2002, avvisi per la tassazione
separata
Il fisco sta per inviare a 1,6 milioni di contribuenti
altrettanti avvisi per il versamento delle imposte per la
tassazione separata dei redditi percepiti nel 2002. Soprattutto
per tfr e arretrati dei dipendenti. E a livello regionale, le
dre più impegnate nella seconda campagna della tassazione
separata sono Lombardia e Veneto. I dati sono stati forniti
ieri, nell’ambito del Forum p.a in corso a Roma, da Antonio
Iorio, direttore centrale servizi ai contribuenti e relazioni
esterne dell’Agenzia delle entrate che ha specificato che i
pagamenti dovrebbero portare nelle casse dell’erario più di 160
milioni di euro, quanto, cioè, incassato lo scorso anno quando
gli avvisi superavano di poco 1 milione. La tassazione è
prevista per i redditi che non hanno carattere di continuità per
evitare un eccesso di tassazione che potrebbe scaturire sommando
redditi ordinari a redditi straordinari. L’imposta è determinata
dall’amministrazione in base ai dati forniti dai sostituti
d’imposta nel modello 770 o sulla base dei dati esposti dal
contribuente nel modello Unico e nel 730. Le comunicazioni delle
liquidazioni automatizzate 2002 saranno recapitate ai
contribuenti tramite il servizio postale entro il mese di
maggio. I contribuenti che riterranno errata la pretesa del
fisco potranno rivolgersi a qualsiasi ufficio locale.
Antonella Gorret, Tassazione separata, al via gli avvisi, in
Italia oggi, 10/05/2006, pag. 29
Tefa ancora valido per le province
Le province possono ancora applicare il tributo provinciale per
l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene
dell’ambiente (Tefa) fino a quando non saranno emanati i
provvedimenti attuativi per l’applicazione della tariffa di
gestione dei rifiuti prevista dal nuovo codice ambientale.
L’entrata in vigore del nuovo dlgs 3 aprile 2006, n. 152, che ha
introdotto nella parte IV le norme che concernono la gestione
dei rifiuti sta creando non pochi problemi alle province a causa
del fatto che la poca chiarezza delle disposizioni coinvolte sta
inducendo diversi comuni a non riscuotere più il Tefa. Tale
convinzione si fonda sul fatto che l’art. 264 del dlgs n. 152
del 2006, ha disposto l’abrogazione del tributo provinciale a
partire dall’entrata in vigore della parte IV del decreto stesso
e cioè dal 29/4/06. Il Tefa è stato istituito dall’art. 19, del
dlgs n. 504 del 1992, il quale prevede che il tributo è
liquidato e iscritto a ruolo dai comuni contestualmente alla
tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Pertanto, se
fosse confermata la tesi dell’abrogazione, i comuni non
dovrebbero più riscuotere il tributo e le province vedrebbero
diminuire un’entrata già preventivata nei propri bilanci. Una
lettura sistematica delle disposizioni coinvolte porterebbe,
invece, a sostenere l’applicazione del Tefa, anche per l’anno
2006.
Diana Nocito, Province, il Tefa è ancora valido, in
Italia oggi, 10/05/2006, pag. 30
Contributi Inps per artigiani e
commercianti
Primo appuntamento degli artigiani e commercianti con la
contribuzione Inps per il 2006: il termine di versamento è
stabilito per martedì 16 maggio. Oltre all’incremento
conseguente alla periodica lievitazione del minimale e massimale
di reddito imponibile, sulla specifica materia vi è da
registrare l’ulteriore lievitazione dell’aliquota dello 0,2%,
prevista dal provvedimento collegato alla Finanziaria 1998
(legge n. 449/97) che sta gradualmente portando l’onere
contributivo verso il definitivo 19%. Con l’aumento dello 0,2%,
l’aliquota contributiva degli artigiani quest’anno è salita al
17,40%; mentre quella dei commercianti ha raggiunto il 17,79%. I
collaboratori di età sino a 21 anni continuano a pagare tre
punti in meno: 14,40% gli artigiani e 14,79% i commercianti. Il
contributo per la pensione deve essere determinato in base al
totale dei redditi d’impresa da denunciare ai fini Irpef
dell’anno prossimo.
Gigi Leonardi, Artigiani e commercianti, appuntamento con l’Inps, in
Italia oggi, 10/05/2006, pag. 41