Da Il Sole 24 Ore
Studi, modelli definitivi
I modelli per gli studi di settore da allegare a Unico 2006
sono definitivi. E’ perciò tutto pronto per la lunga stagione
delle dichiarazioni dei redditi del 2005. Sono infatti apparsi
ieri, sul sito dell’agenzia delle Entrate, i 202 modelli di
studi di settore definitivi. In particolare si tratta di 51
studi per le attività di manifatture, 59 studi per i servizi, 69
per il commercio e 23 per i professionisti. I modelli, che vanno
allegati a Unico 2006, presentano un pacchetto di istruzioni
comuni per tutti e 202 gli studi di settore operativi per il
periodo d’imposta 2005. I prospetti per gli studi di settore che
non sono stati revisionati nel corso degli ultimi mesi
presentano pochissime differenze rispetto al passato. Al
contrario, i modelli relativi agli studi di settore nuovi o
revisionati (53) fra 2005 e 2006 sono stati aggiornati in
profondità per recepire le modifiche ai meccanismi di
accertamento. In questo modo ai contribuenti verrà richiesta
l’indicazione dei dati contabili. Anche il prodotto Gerico AS
2006 è stato aggiornato ieri sul sito delle Entrate.
Tonino Morina, Studi di settore, modelli pronti, in Il
Sole 24 Ore, 27/05/2006, pag. 23
Studi, gli effetti delle revisioni
Contribuenti multiattività e multipunto ridotti per la
revisione degli studi di settore. Infatti, l’aggiornamento degli
studi di settore comporta un accorpamento di più studi di
settore. In questo modo si registra una naturale tendenza alla
diminuzione dei soggetti multiattività e dei soggetti multipunto.
Ai contribuenti multiattività e multipunto si applica il
programma Gerico annotazione separata. Questo software, però, ha
carattere sperimentale. In questo modo le indicazioni di
congruità e di coerenza possono essere utilizzate soltanto per
formulare i criteri delle posizioni da sottoporre a controllo.
L’accertamento da studi potrà essere posto in essere soltanto al
termine della fase di applicazione sperimentale. L’obbligo delle
annotazioni separate si ha solo se gli studi sono applicabili
per tutte le attività svolte dal contribuente. In caso di
utilizzo dei parametri per una delle attività svolte, il
contribuente passa nell’area dei parametri se i ricavi
dell’attività per la quale si utilizza questo strumento superano
il 20% del totale.
Dario Deotto, Multiattività in diminuzione, in Il Sole
24 Ore, 27/05/2006, pag. 23
Aggiornato il quadro F
La prima novità concernente i modelli per la comunicazione
dei dai contabili ed extracontabili da allegare a Unico 2006
riguarda i contribuenti soggetti a reddito d’impresa per via del
robusto restyling del riquadro F, relativo ai dati contabili. Da
quest’anno la sequenza dei righi è completamente cambiata, in
quanto sono disposti con un criterio diverso, che tiene conto
dei contenuti, senza più mantenere il raggruppamento a parte per
la sezione dedicata agli ulteriori elementi contabili. Scompare
il rigo con la specificazione del valore dei prodotti finiti,
fra le esistenze iniziali e le rimanenze. All’interno del nuovo
modello basterà indicare il valore onnicomprensivo, che
raccoglie materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Cambia,
invece, sempre nel riquadro F, il contenuto dei righi relativi
alle attività soggette ad aggio o ricavo fisso. Da quest’anno,
infatti, i ricavi devono essere indicati in conformità alle
modalità seguite nella contabilizzazione e quindi in linea con
quanto da ciascuno riportato nella compilazione dei quadri RF ed
RG di unico 2006.
Vito Dulcamare, Il quadro F si aggiorna, in Il Sole 24
Ore, 27/05/2006, pag. 23
Da Italia Oggi
Parte l’operazione studi
Parte l’operazione studi di settore per il periodo di
imposta 2005. Resi disponibili sul sito dell’Agenzia delle
entrate, i modelli definitivi per l’applicazione degli studi,
collegati a Unico 2006, sia con riferimento alla parte generale
sia per le singole categorie di attività. Quindi, dopo il via
libera alle applicazioni informatiche, viene a comporsi
definitivamente il quadro degli adempimenti per i contribuenti.
La parte generale dei modelli per l’applicazione degli studi di
settore è sostanzialmente invariata in quanto riepiloga, in
pratica, gli obblighi ai quali sono soggetti i contribuenti
interessati dalla operazione per il periodo di imposta 2005.
Appare evidente che a prescindere dalla scontata necessità di
fornire i dati per l’applicazione degli studi è l’aspetto di
merito quello rilevante e cioè il confronto della propria
situazione con il livello di congruità proposto da Gerico. Le
istruzione ricordano a tal proposito, come di fatto l’unico
livello ritenuto idoneo per il contribuente è quello puntuale
confermando dunque la situazione di incertezza legata alla
collocazione del contribuente nell’intervallo di confidenza.
Infine appare importante evidenziare che i soggetti interessati
da studi oggetto di monitoraggio in caso di mancato adeguamento
potranno essere accertati direttamente con l’applicazione degli
studi solo con lo studio definitivo ma anche per i periodi di
imposta precedenti nei quali lo studio era, appunto, monitorato.
Duilio Liburdi, Gli studi di settore trovano la modulistica
definitiva, in Italia oggi, 27/05/2006, pag. 35
Sulle riserve le entrate lasciano
perplessi
Le riserve distribuite da una società di persone, che si
erano formate quando la società era un soggetto Ires, sono
tassabili sempre come dividendo qualificato e, inoltre, devono
essere evidenziate nella dichiarazione della società al fine
della attribuzione al socio per trasparenza. E’ questa
l’indicazione, che suscita più di una perplessità, che proviene
dall’Agenzia delle entrate in risposta a un quesito formulato
nell’evento formativo organizzato dal map di Torino.
All’amministrazione finanziaria è stata chiesta la corretta
modalità di tassazione in capo ai soci di una società di persone
nell’ipotesi in cui la società in questione attribuisce la
riserva proveniente dalla società di capitali cioè una riserva
costituita prima dalla trasformazione societaria a norma
dell’art. 170 del Tuir. Considerate le moltissime perplessità
che la risposta dell’amministrazione finanziaria lascia, ci si
augura che, laddove la risposta stessa dovesse essere
formalizzata ufficialmente, arrivi un ulteriore chiarimento che
privilegi la sostanza della questione che si ritiene
rappresentata dall’articolo 170, comma 5, del Testo unico delle
imposte sui redditi.
Duilio Liburdi, Riserve, la distribuzione penalizzata, in
Italia oggi, 27/05/2006, pag. 38
Sgravi Inps per i soci coop
I benefici contributivi previsti per favorire l’assunzione
di cassaintegrati e iscritti nelle liste di mobilità trovano
applicazione anche con riferimento ai lavoratori soci di
cooperativa. Lo precisa l’Inps nella circolare n. 77/2006. Il
cambio di rotta dell’Istituto sul riconoscimento delle
specifiche agevolazioni è dovuto al recente parere favorevole
espresso in materia dal ministero del lavoro, in risposta a due
diversi interpelli. Si puntualizza, che, per l’accesso alle
agevolazioni contributive riferite a periodi pregressi, le
cooperative dovranno presentare apposita domanda di rimborso
corredandola con gli elementi necessari alla quantificazione del
credito. A tal fine dovrà essere utilizzata la procedura delle
regolarizzazioni contributive.
Gigi Leonardi, Sgravi anche per i soci coop, in Italia
oggi, 27/05/2006, pag. 43