Sabato 27 Maggio 2006

Da Il Sole 24 Ore

Studi, modelli definitivi
I modelli per gli studi di settore da allegare a Unico 2006 sono definitivi. E’ perciò tutto pronto per la lunga stagione delle dichiarazioni dei redditi del 2005. Sono infatti apparsi ieri, sul sito dell’agenzia delle Entrate, i 202 modelli di studi di settore definitivi. In particolare si tratta di 51 studi per le attività di manifatture, 59 studi per i servizi, 69 per il commercio e 23 per i professionisti. I modelli, che vanno allegati a Unico 2006, presentano un pacchetto di istruzioni comuni per tutti e 202 gli studi di settore operativi per il periodo d’imposta 2005. I prospetti per gli studi di settore che non sono stati revisionati nel corso degli ultimi mesi presentano pochissime differenze rispetto al passato. Al contrario, i modelli relativi agli studi di settore nuovi o revisionati (53) fra 2005 e 2006 sono stati aggiornati in profondità per recepire le modifiche ai meccanismi di accertamento. In questo modo ai contribuenti verrà richiesta l’indicazione dei dati contabili. Anche il prodotto Gerico AS 2006 è stato aggiornato ieri sul sito delle Entrate.
Tonino Morina, Studi di settore, modelli pronti, in Il Sole 24 Ore, 27/05/2006, pag. 23

Studi, gli effetti delle revisioni
Contribuenti multiattività e multipunto ridotti per la revisione degli studi di settore. Infatti, l’aggiornamento degli studi di settore comporta un accorpamento di più studi di settore. In questo modo si registra una naturale tendenza alla diminuzione dei soggetti multiattività e dei soggetti multipunto. Ai contribuenti multiattività e multipunto si applica il programma Gerico annotazione separata. Questo software, però, ha carattere sperimentale. In questo modo le indicazioni di congruità e di coerenza possono essere utilizzate soltanto per formulare i criteri delle posizioni da sottoporre a controllo. L’accertamento da studi potrà essere posto in essere soltanto al termine della fase di applicazione sperimentale. L’obbligo delle annotazioni separate si ha solo se gli studi sono applicabili per tutte le attività svolte dal contribuente. In caso di utilizzo dei parametri per una delle attività svolte, il contribuente passa nell’area dei parametri se i ricavi dell’attività per la quale si utilizza questo strumento superano il 20% del totale.
Dario Deotto, Multiattività in diminuzione, in Il Sole 24 Ore, 27/05/2006, pag. 23

Aggiornato il quadro F
La prima novità concernente i modelli per la comunicazione dei dai contabili ed extracontabili   da allegare a Unico 2006 riguarda i contribuenti soggetti a reddito d’impresa per via del robusto restyling del riquadro F, relativo ai dati contabili. Da quest’anno la sequenza dei righi è completamente cambiata, in quanto sono disposti con un criterio diverso, che tiene conto dei contenuti, senza più mantenere il raggruppamento a parte per la sezione dedicata agli ulteriori elementi contabili. Scompare il rigo con la specificazione del valore dei prodotti finiti, fra le esistenze iniziali e le rimanenze. All’interno del nuovo modello basterà indicare il valore onnicomprensivo, che raccoglie materie prime, semilavorati e prodotti finiti. Cambia, invece, sempre nel riquadro F, il contenuto dei righi relativi alle attività soggette ad aggio o ricavo fisso. Da quest’anno, infatti, i ricavi devono essere indicati in conformità alle modalità seguite nella contabilizzazione e quindi in linea con quanto da ciascuno riportato nella compilazione dei quadri RF ed RG di unico 2006.
Vito Dulcamare, Il quadro F si aggiorna, in Il Sole 24 Ore, 27/05/2006, pag. 23

Da Italia Oggi

Parte l’operazione studi
Parte l’operazione studi di settore per il periodo di imposta 2005. Resi disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate, i modelli definitivi per l’applicazione degli studi, collegati a Unico 2006, sia con riferimento alla parte generale sia per le singole categorie di attività. Quindi, dopo il via libera alle applicazioni informatiche, viene a comporsi definitivamente il quadro degli adempimenti per i contribuenti. La parte generale dei modelli per l’applicazione degli studi di settore è sostanzialmente invariata in quanto riepiloga, in pratica, gli obblighi ai quali sono soggetti i contribuenti interessati dalla operazione per il periodo di imposta 2005. Appare evidente che a prescindere dalla scontata necessità di fornire i dati per l’applicazione degli studi è l’aspetto di merito quello rilevante e cioè il confronto della propria situazione  con il livello di congruità proposto da Gerico. Le istruzione ricordano a tal proposito, come di fatto l’unico livello ritenuto idoneo per il contribuente è quello puntuale confermando dunque la situazione di incertezza legata alla collocazione del contribuente nell’intervallo di confidenza. Infine appare importante evidenziare che i soggetti interessati da studi oggetto di monitoraggio in caso di mancato adeguamento potranno essere accertati direttamente con l’applicazione degli studi solo con lo studio definitivo ma anche per i periodi di imposta precedenti nei quali lo studio era, appunto, monitorato.
Duilio Liburdi, Gli studi di settore trovano la modulistica definitiva, in Italia oggi, 27/05/2006, pag. 35

Sulle riserve le entrate lasciano perplessi
Le riserve distribuite da una società di persone, che si erano formate quando la società era un soggetto Ires, sono tassabili sempre come dividendo qualificato e, inoltre, devono essere evidenziate nella dichiarazione della società al fine della attribuzione al socio per trasparenza. E’ questa l’indicazione, che suscita più di una perplessità, che proviene dall’Agenzia delle entrate in risposta a un quesito formulato nell’evento formativo organizzato dal map di Torino. All’amministrazione finanziaria è stata chiesta la corretta modalità di tassazione in capo ai soci di una società di persone nell’ipotesi in cui la società in questione attribuisce la riserva proveniente dalla società di capitali cioè una riserva costituita prima dalla trasformazione societaria a norma dell’art. 170 del Tuir. Considerate le moltissime perplessità che la risposta dell’amministrazione finanziaria lascia, ci si augura che, laddove la risposta stessa dovesse essere formalizzata ufficialmente, arrivi un ulteriore chiarimento che privilegi la sostanza della questione che si ritiene rappresentata dall’articolo 170, comma 5, del Testo unico delle imposte sui redditi.
Duilio Liburdi, Riserve, la distribuzione penalizzata, in Italia oggi, 27/05/2006, pag. 38

Sgravi Inps per i soci coop
I benefici contributivi previsti per favorire l’assunzione di cassaintegrati e iscritti nelle liste di mobilità trovano applicazione anche con riferimento ai lavoratori soci di cooperativa. Lo precisa l’Inps nella circolare n. 77/2006. Il cambio di rotta dell’Istituto sul riconoscimento delle specifiche agevolazioni è dovuto al recente parere favorevole espresso in materia dal ministero del lavoro, in risposta a due diversi interpelli. Si puntualizza, che, per l’accesso alle agevolazioni contributive riferite a periodi pregressi, le cooperative dovranno presentare apposita domanda di rimborso corredandola con gli elementi necessari alla quantificazione del credito. A tal fine dovrà essere utilizzata la procedura delle regolarizzazioni contributive.
Gigi Leonardi, Sgravi anche per i soci coop, in Italia oggi, 27/05/2006, pag. 43