Domenica 28 Maggio 2006

Da Il Sole 24 Ore

Società, sequestro facile senza gravità
Misure cautelari più agevoli contro le società. La Cassazione (sentenza n. 9829 della Seconda sezione penale) prosegue nella strada appena avviata di interpretazione delle norme entrate in vigore nel 2001, che hanno introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi dai propri dipendenti. In questa occasione, la Cassazione si è concentrata sui provvedimenti che possono essere presi in via cautelare e sottolinea come l’adozione del sequestro preventivo nei confronti di una persona giuridica non debba prevedere quei gravi indizi di colpevolezza invece vincolanti per le misure personali nei confronti delle persone fisiche. Nel caso arrivato sino al giudizio di legittimità il pubblico ministero aveva chiesto il sequestro preventivo delle somme depositate sui conti correnti bancari intestati a una società accusata del reato di truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici. Sia il Gip sia il tribunale avevano respinto la domanda della pubblica accusa. Per il tribunale, soprattutto, la richiesta doveva essere respinta, dal momento che riguardava beni che non apparivano immediatamente riconducibili alla nozione di profitto del reato di truffa: l’accertamento dell’esistenza di una relazione diretta tra le somme di denaro e l’illecito del quale dovevano costituire il profitto non emergeva, secondo i giudici, neppure dagli indizi prodotti dal pubblico ministero. La Cassazione è stata invece di avviso diverso e ha annullato la decisione del tribunale, rinviandogli la questione per un nuovo esame.
Giovanni Negri, Sequestro facile sulle società, in Il Sole 24 Ore, 28/05/2006, pag. 17