Da Il Sole 24 Ore
Società, sequestro facile senza gravità
Misure cautelari più agevoli contro le società. La
Cassazione (sentenza n. 9829 della Seconda sezione penale)
prosegue nella strada appena avviata di interpretazione delle
norme entrate in vigore nel 2001, che hanno introdotto nel
nostro ordinamento la responsabilità amministrativa degli enti
per reati commessi dai propri dipendenti. In questa occasione,
la Cassazione si è concentrata sui provvedimenti che possono
essere presi in via cautelare e sottolinea come l’adozione del
sequestro preventivo nei confronti di una persona giuridica non
debba prevedere quei gravi indizi di colpevolezza invece
vincolanti per le misure personali nei confronti delle persone
fisiche. Nel caso arrivato sino al giudizio di legittimità il
pubblico ministero aveva chiesto il sequestro preventivo delle
somme depositate sui conti correnti bancari intestati a una
società accusata del reato di truffa aggravata per il
conseguimento di finanziamenti pubblici. Sia il Gip sia il
tribunale avevano respinto la domanda della pubblica accusa. Per
il tribunale, soprattutto, la richiesta doveva essere respinta,
dal momento che riguardava beni che non apparivano
immediatamente riconducibili alla nozione di profitto del reato
di truffa: l’accertamento dell’esistenza di una relazione
diretta tra le somme di denaro e l’illecito del quale dovevano
costituire il profitto non emergeva, secondo i giudici, neppure
dagli indizi prodotti dal pubblico ministero. La Cassazione è
stata invece di avviso diverso e ha annullato la decisione del
tribunale, rinviandogli la questione per un nuovo esame.
Giovanni Negri, Sequestro facile sulle società, in Il
Sole 24 Ore, 28/05/2006, pag. 17