Domenica 7 Maggio 2006

Da Il Sole 24 Ore

Più forza ai creditori con il nuovo fallimento
La recente riforma della legge fallimentare rappresenta il punto di arrivo di un lungo e travagliato iter parlamentare accompagnato da un vivace dibattito. Non è facile svolgere considerazioni su una riforma così importante prima della sua concreta applicazione. Le novità per il nostro sistema necessitano di maturazione nell’approccio applicativo. Un dato, però, si può evidenziare: la riforma esige un innalzamento dei livelli di professionalità e un cambiamento significativo di mentalità nella gestione del fallimento. Questo momento, infatti, non è più una sanzione dell’imprenditore insolvente e una mera aggressione esecutiva del suo patrimonio, quanto piuttosto la gestione di una situazione patologica, quale è l’insolvenza non sempre, però, riconducibile a fatti di cattiva gestione imprenditoriale. L’insolvenza dell’imprenditore è considerata dal legislatore espressione ultima del rischio di impresa che, come tale, va trattata e gestita. E’ questo un cambiamento di mentalità notevole che si percepisce su diversi piani. Innanzitutto, la nuova versione del fallimento valorizza i compiti gestionali del curatore che, da organo esecutivo, diviene organo che gestisce la procedura per finalità liquidatorie.
Vincenzo De Sensi, Il nuovo fallimento premia i creditori, in Il Sole 24 Ore, 07/05/2006,  pag. 17